Sara, Maurizio e Francesco: siamo i tre componenti di Sgasà, oggi. Viviamo nei dintorni di Mondovì, chi per scelta e chi perché ci è nato. Lavoriamo insieme per raggiungere i nostrio biettivi, che nascono da ideali condivisi, senza dimenticare di divertirci. Durante le riunioni non mancano accese discussioni, spuntini, e qualche momento di euforia quando sbocciano le idee migliori. Amiamo confrontarci, anche al di fuori del gruppo, e diamo valore alla diversità, che immancabilmente amplia gli orizzonti. I componenti di Sgasà sono cambiati nel tempo, alcuni hanno preso altre strade, altri sono saltati sul treno in corsa. Non vediamo l’ora di accogliere altre persone, con le loro competenze ed idee, per continuare a crescere.
Sgasà nasce su un treno, nel lontano 2019, durante un viaggio in cui si sono mischiate delle idee, tante idee, che ad un certo punto si sono trovate scritte tutto d’un pezzo a comporre un mosaico ricco e complesso; qualcosa nel quale ci è sembrato naturale investire risorse, energie e molto del nostro tempo.
Una delle prime domande che ci siamo posti è stata: “Parliamo tanto di eccellenze e qualità, ma alla fine chi lo mangia questo cibo eccellente? Non è proprio possibile portare sulle tavole un prodotto proveniente da una filiera virtuosa e venduto ad un prezzo accessibile?” ed è da qui che siamo partiti. Se si pensa all’incredibile varietà di realtà produttive sul territorio e alla ricchezza di prodotti di qualità che ci circonda, fa quasi arrabbiare il fatto che non siano poi così tante le persone che possono permettersele. Il fatto è che, tendenzialmente, il cibo è diventato un elemento di esclusione e rischia di allontanarsi da quella che dovrebbe essere la sua vera natura, di fattore legante e amalgamante delle vite delle persone. Tutte le persone.
Quindi il progetto nasce da queste prime riflessioni e prosegue con un percorso di accompagnamento che ci ha dato qualche strumento, qualche sapere in più e tante nuove relazioni. E ora siamo qui, a provare a dire la nostra, per raccontare le molte storie di chi quel cibo buono e giusto lo produce.
Semplificando molto, Sgasà vorrebbe che si creassero ed esistessero sistemi alimentari sostenibili, basati su una profonda collaborazione tra cittadini e contadini, a cui tutte le parti in causa contribuiscono e da cui traggono benefici in modo equo e consapevole, preservando l’ambiente e la comunità umana che lo abita.
Tutto ciò è difficile quasi come volere la pace nel mondo, ma almeno ci crediamo con tutto il cuore, gli occhi, le orecchie, le dita e le ciglia che abbiamo.
Per figurarci come potrebbe prendere corpo la cosa, proviamo a pensare ad un tavolo attorno al quale siedono almeno una dozzina di persone e sopra non ci sono papel (un termine piemontese che calza a pennello quando si devono indicare le scartoffie, di quelle più complesse e noiose da sbrogliare) oocchiali da lettura, ma dei bei piatti col bordo blu “da tuch i dì”e una bottiglia di vino intenso. Con queste basi si può parlare insieme, con franchezza, di come si lavora la terra, dei periodi e delle modalità, dell’importanza di una filiera corta e del valore profondamente politico che sta dietro ad alcune scelte.
Dietro a tutte quelle parole e a quelle discussioni, nasceranno alle volte dei conflitti (perché, non neghiamocelo, ognun* prova a dare il meglio di sé con i propri metodi), ma vien fuori un risultato incredibile, tant’è che si arriva a partorire un accordo che fissa obiettivi alti e pregiati nella produzionee nella vendita dei prodotti. Sta lì il tentativo di stimolare un modello alimentare diverso, basato sulla fiducia.
Sgasà nasce nella provincia di Cuneo, a Mondovì, poi, evolve insieme ai membri del gruppo che da ventenni cominciano a diventare trentenni. Il progetto ora coinvolge anche il paese di Roccaforte Mondovì e ha allargato il suo campo d’azione originario che non copre più solo l’alimentazione ma anche la riduzione dei rifiuti attraverso buone pratiche.
Il nostro modello non punta ad essere nulla di sensazionale ed estremamente complesso ma crediamo che la sua portata, per così dire, rivoluzionaria, risieda proprio nella sua semplicità e replicabilità che lo può rendere di facile applicazione anche su altri territori.
Detto questo, mentre siamo qui a scrivere, siamo già un bel gruppo e ci sembra di lavorare bene, ma conoscere persone nuove, entusiaste e radicali, è quello che ci piace fare di più. Immaginatevi quant’è bello, per esempio, ad una festa in un giorno di piena primavera, quando il sole sta calando e si accendono le candele nel prato, arrivano altri musicisti curiosie la festa ricomincia. È una gioia.
Infatti, per prendere decisioni per il futuro dei nostri territori è fondamentale essere in tanti.
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